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Comunità Montana
Parco Alto Garda Bresciano

Via Oliva, 32 25084 Gargnano, Brescia
tel 0365 71449 - info@parcoaltogarda.net
protocollo@pec.cm-parcoaltogarda.bs.it
Lago di Garda

Educazione ambientale . Museo della Carta

Percorso museale
La memoria (Sala 1 - piano terra)

Pubblicazioni attinenti il luogo e la produzione che vi si svolgeva, campionari e documenti aziendali di cartiere locali, cartoline realizzate su cartoncino prodotto a Toscolano sono raccolte nelle due vetrine che si incontrano all'ingresso.
Sulla destra, la locandina di uno dei film girati negli anni Cinquanta nella Valle (raccolti, come alcuni documentari realizzati successivamente, in videocassette la cui visione è possibile nella stessa sala) e un proiettore del 1930 che evoca i primordi del cinema a Toscolano Maderno. Un attestato ricorda il premio ricevuto dalla maggiore azienda locale, la Maffizzoli, all'Esposizione industriale bresciana del 1904.

Il ricordo (Sala 2 - piano terra)

Accanto alle numerose fotografie provenienti dalla collezione De Rossi e dalla pubblicazione celebrativa che la Maffizzoli realizzò alla fine degli anni Venti, troneggia la ruota in legno di un argano del secondo Settecento, recuperato dall'Associazione presso una cartiera di Toscolano dove era stato impiegato per sollevare la carta prodotta fino agli essicatoi, che si trovavano all'ultimo piano degli edifici.
Il modello del rimorchiatore "Lina" ricorda l'epoca nella quale le materie prime e il prodotto della cartiera a lago venivano traspostati, fra Toscolano e la stazione ferroviaria di Desenzano, su pesanti imbarcazioni, localmente dette slèp.

La fabbricazione (Sala 3 - primo piano)

L'accurata ricostruzione degli ambienti, delle macchine e dei gesti dei lavoranti in una cartiera settecentesca - condotta sulla base delle informazioni ricavabili dall'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert e da trattati italiani dello stesso periodo come quello del Griselini - permette di comprendere le diverse fasi del ciclio produttivo della carta: dalla cernita degli stracci al loro ammollo, dalla loro triturazione alla formazione del foglio, dalla torchiatura della carta, alla sua collatura e infine all'asciugatura, per giungere in conclusione al trasporto del prodotto finito.
La sezione di una finestra a veneziana recuperata da uno stenditoio illustra con evidenza il semplice dispositivo grazie al quale si regolava la circolazione dell'aria. Altri reperti sono rappresentati da alcuni spezzoni dei rulli tendi-feltro un tempo parte della macchina continua installata presso la stessa cartiera di Maina Inferiore e da strumenti di laboratorio usati per operazioni come la grammatura della carta. E' anche presente una pompa utilizzata da una cartiera locale nei primi anni del '900.

La filigrana (Sala 4 - primo piano)

Sigle e marchi di cartiere gardesane, realizzate con il metodo della filigrana, compaiono nell'ultima sala. Accanto ad un fac-simile delle mille lire risalente al 1948, quando nella Valle si produceva ancora carta moneta, si conservano forme per la fabbricazione del foglio nella cui rete sono intrecciati i fili che permettavano la realizzazione della filigrana e alcuni cilindri ballerini - così detti dal movimento oscillatorio che ne caratterizzava il funzionamento - utilizzati in un'epoca a noi più vicina, quando la stessa operazione era eseguita da moderne macchine continue, in grado cioè di produrre, come ancor oggi accade, un foglio di carta "senza fine".
Un compasso per il tracciamento delle pulegge, risalente all'inizio dell'800, e alcuni esemplari di queste componenti un tempo essenziali nella trasmissione del movimento sono visibili lungo la scala che raccorda i due piani dell'edificio.
Nello spazio esterno sono esposte alcune macchine: una calandra satinatrice, risalente ai primi del Novecento, utilizzata per la lucidatura dei cartoncini; un cilindro olandese degli anni Trenta, costruito in ferro e legno, con il quale si raffinava la pasta necessaria alla fabbricazione della carta; una epuratrice del 1920, che entrava in azione prima che l'impasto venisse immesso nella macchina continua; una taglierina e, nello spazio verde a sinistra del ponte, una molazza, utilizzata fino a pochi decenni fa, per la triturazione della materia prima.