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Parco Alto Garda, 21 January 2018

Museo Archeologico A.M. Mucchi

 

DOVE

Via Fantoni – Via Brunati, Salò (Brescia)

ORARI APERTURA

dal lunedĂŹ al venerdĂŹ dalle 10,00 alle 12,00

COSTO INGRESSO

€ 2,00 (€ 1,00 gruppi scolastici)

Il Civico Museo Archeologico di Salò, ospitato negli spazi del cinquecentesco Fondaco di Palazzo Coen, è intitolato ad Anton Maria Mucchi, pittore e appassionato di antichità, al quale si deve la raccolta di alcune delle lapidi oggi visibili presso il museo. La collezione è inoltre costituita da reperti provenienti dalla necropoli romana sita in un area periferica del comune di Salò, corrispondente all’attuale via Sant Iago.

 

La necropoli del Lugone

La necropoli è stata indagata per la prima volta nel 1958 dall’Associazione Gruppo Grotte Gavardo mediante saggi ai quali sono seguite una serie di campagne di scavo protrattesi complessivamente dal 1961 al 1976.

Gli scavi hanno portato alla luce 171 sepolture, un monumento funerario del tipo a edicola e tre recinti sacri.

La necropoli è stata datata tra la seconda metà del I secolo e la fine del IV secolo d.C. Fino alla seconda metà del III secolo d.C. il rito esclusivo era la cremazione, alla quale si sostituì gradualmente l’inumazione, pratica che diverrà esclusiva a partire dal IV secoloa motivo del diffondersi di nuove credenze religiose tra le quali il Cristianesimo.

La cremazione poteva avvenire direttamente sul luogo di sepoltura o in uno spazio appositamente dedicato della necropoli. Le ceneri erano poi deposte generalmente in olle, ceramiche dalla duplice funzione: contenitori per cereali nella vita quotidiana e urne cinerarie nel rito funebre. Il rito crematorio prevedeva due tipologie di tombe: “a cappuccina” e “a pozzetto”.

Le tombe a inumazione erano, invece, costituite da casse in muratura e differiscono da quelle utilizzate nel rito crematorio per le dimensioni sensibilmente maggiori: il corpo del defunto era deposto in posizione supina con le braccia generalmente stese lungo i fianchi. Sono state rinvenute casse con due individui, solitamente uomo e donna, appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Ad oggi non sono stati rinvenuti resti dell’abitato riferibile alla necropoli, ma grazie all’analisi dei corredi è ipotizzabile che si trattasse di un tipo di insediamento basato sul sistema economico delle ville diffuso nell’area sud occidentale del Garda.

I corredi

All’interno delle tombe sono stati ritrovati oggetti di uso quotidiano, accessori personali di abbigliamento e ornamento: l’insieme di questi elementi costituisce il corredo funebre del defunto, necessario per la “nuova” vita nell’aldilà.

Analizzando i corredi si individuano informazioni relative al periodo d’uso della necropoli e al contesto sociale, rituale ed economico della comunità.

Possiamo cosĂŹ scoprire le abitudini quotidiane degli antichi romani che abitavano lungo le rive del BenĂ co.

Balsamari in vetro, spatole per la preparazione e l’applicazione di cosmetici, spilloni, bracciali, armille e pinzette per depilare il corpo, ci parlano di quanto le matrone tenessero alla cura del proprio aspetto; fuliggine e polvere di antinomio per sfumare le palpebre e sottolineare il contorno degli occhi, biacca e gesso per accentuare il pallore naturale del volto, rossetti per ravvivare il colorito delle labbra; il trucco è terminato. Alla matrona non resta altro che ammirarsi allo specchio.

Comuni nel corredo risultano essere: le lucerne simbolo di luce e di vita; le monete e le ceramiche da mensa, di fattura piĂš o meno pregiata, utilizzate nel banchetto funebre. In museo sono conservati alcuni esemplari di terre sigillate, particolare tipologia ceramica caratterizzata dalla presenza sul fondo del bollo in planta pedis, sigillo del produttore.

La pratica della scrittura è testimoniata dallo stilo: l’estremità appuntita era utilizzata per incidere la tavolette in cera mentre la parte a spatola serviva per cancellare e lisciare la superficie.

I servizi educativi

L’offerta del museo comprende, oltre alla visita guidata con schede didattiche, tre laboratori tematici (Una giornata a Roma:gli abiti, la scuola, la spesa, i giochi di 2000 anni fa; A Cena con Lucius: conoscere la vita romana attraverso il cibo e la cucina; Il mestiere dell’archeologo: laboratorio di scavo stratigrafico simulato) per alunni della Scuola Primaria e Secondariadi I grado svolti dagli educatori della Cooperativa La Melagrana.

Per informazioni 338.6482117 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.