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Parco Alto Garda, 24 January 2018

Ghiacciai e morene

Circa 6 milioni di anni fa, quando i lenti spostamenti dell’Europa e dell’Africa chiusero lo stretto di Gibilterra, il mar Mediterraneo si prosciugò. Nella valle del Garda scorreva un fiume che, per raggiungere il mare, posto dopo il prosciugamento ad un livello molto più basso di prima, scavò un solco stretto e profondo. Da 700mila anni fa ad oggi, il clima del globo, per ragioni probabilmente legate a modificazioni dei movimenti del pianeta, subì molte oscillazioni.

Durante il periodi freddi, i ghiacciai invasero più volte la valle del Garda, erosero e levigarono le rocce e, sciogliendosi, depositarono il materiale trasportato, formando le morene. Al termine dell’ultima fase fredda (circa 12mila anni fa), una morena laterale sbarrò il corso del fiume Chiese che, prima defluente nella valle del Garda, deviò verso ovest.

I più imponenti archi morenici frontali, a sud, chiusero la valle: nacque così il lago di Garda.

La valle del Garda

A partire da 63 milioni di anni fa Africa ed Eurasia cominciarono un movimento di avvicinamento reciproco. Iniziò allora a chiudersi il vasto mare, detto Tetide, che esisteva tra le due e lentamente si verificò l’innalzamento di molte catene di monti, fra cui le Alpi. Tra 28 e 5 milioni di anni fa, ebbero origine anche le nostre regioni.

La presenza del massiccio dell’Adamello fece in modo che si manifestassero forze tali da deformare il versante occidentale della vale del Garda, mentre quello orientale (il Baldo) si mantenne relativamente intatto. I due versanti cominciarono così ad assumete l’aspetto che oggi caratterizza la sponda bresciana e quella veronese del lago.

Geologia e morfologia

La valle del Garda

Ghiacciai e morene

Le montagne gardesane

Le acque e i venti del lago

Le rocce dell'era cenozoica

Le rocce del periodo cretaceo

Le rocce del periodo giurassico superiore

Le rocce del periodo giurassico inferiore

Le rocce del periodo triassico

Il Clima

 

 

 

È temperato, con aspetti di caldo- arido che differenziano il Lago di Garda dagli altri laghi prealpini, più umidi e freddi. Secondo rilevazioni effettuate nel periodo 1952- 1976 dall'Osservatorio meteorologico e stazione sismica "Pio Bettoni" di Salò si hanno:

- una temperatura media annua di 13,3° C, con medie stagionali di 4,1° C in inverno, 12,8° C in primavera, 22,6° C in estate e 13,6° C in autunno;

- 10-12 giorni di gelo all'anno;

- un'umidità media annua del 71%;

- un'insolazione pari a 2050 ore l'anno;

- precipitazioni di 1180 mm l'anno con distribuzione tipicamente equinoziale (primavera/autunno); neve e nebbia fitta sono piuttosto rare sulle coste del lago.

Queste condizioni particolarmente favorevoli si devono all'influsso mitigatore ed alla vicinanza dell'acqua che ha temperature relativamente elevate: in superficie si possono raggiungere i 25° C, a 50 m di profondità si ha una temperature media di 13° C ed a 100m di 8,5° C, e quella del Lago di Garda è la più elevata temperatura abissale misurata nei grandi laghi prealpini.

 

 

 

Area Protetta

Il panorama del Parco è tanto variegato quanto affascinante. Il suo valore deriva dalla peculiare posizione geografica, dalla struttura geologica, e dalla presenza del lago che influenza il clima, la flora e la fauna di tutta la zona; le caratteristiche uniche di questo territorio lo contraddistinguono come una meta ideale per diversi tipi di esperienze a contatto con la natura. La bellezza di questi luoghi è esaltata dalla particolare sinergia tra l'ambiente lacustre e quello montano, elementi fondamentali di questa terra straordinaria.

Nel territorio del Parco si distinguono due diverse realtà territoriali di grande valenza naturalistica e paesaggistica. La Riviera del Garda con le sue caratteristiche climatiche e vegetazionali di impronta mediterranea e l'entroterra montano che sfiora i duemila metri di quota. La fascia costiera del parco rappresenta uno degli ambienti naturalistici - turistici italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale. Da Salò a Limone del Garda esistono numerose opportunità ricettive che, unite ad un contesto paesaggistico e climatico particolarmente favorevole, offrono la possibilità di fruire della "Riviera dei Limoni" tutto l'anno.
Nelle zone collinari e montane distribuite su tutti e nove i comuni del parco, meno frequentate dal turismo di massa, si sviluppa un articolato reticolo di strade forestali e di sentieri supportati dalla presenza di rifugi, bivacchi ed altre strutture ospitali anche di tipo rurale, come ad esempio i tipici fienili austro-ungarici con il tetto di paglia di Cima Rest in Valvestino, che promuovono una fruizione direttamente a contatto con le numerose particolarità di carattere geologico, geomorfologico, forestale, floristico e faunistico.
La presenza di contesti ambientali di tipo mediterraneo lungo la fascia lacustre ( 65 metri sul livello del mare) e di tipo alpino nell'immediato entroterra (1975 metri la vetta del Monte Caplone) rende possibile nel parco l'esistenza di una eccezionale biodiversità, sia a livello vegetale che animale. A pochi chilometri di distanza in linea d'aria si passa dalle Limonaie e dalle formazione vegetali tipiche mediterranee ai boschi di Carpini e Querce e, più in alto alle splendide Faggete e Mughete. Di grande rilievo è la presenza della Foresta Demaniale Gardesana Occidentale gestita dall'ERSAF, la più estesa di tutta la Lombardia .