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Parco Alto Garda, 21 July 2018

Le montagne gardesane

L’orogenesi, cioè l’innalzamento delle montagne, benché lenta, non avvenne senza sconvolgimenti. La compressione tra Africa ed Eurasia provocò anzitutto il grande sovrascorrimento della dolomia principale. Questa roccia è la più antica della nostra regione. Essa, essendosi depositata nella Tetide 203 milioni di anni fa, prima delle altre, dovrebbe trovarsi in basso; al contrario forma le montagne più alte, come il Caplone e il Tombea, nell’Alto Garda bresciano. Avvenne che alcuni strati profondi scivolarono su altri più recenti. Si generarono anche nelle rocce sistemi complessi di pieghe (facilmente osservabili risalendo le strade dell’entroterra gardesano) e di faglie, cioè profonde fratture del terreno, come la linea Garda- Ballino che attraversa tutta la conca lacustre da Desenzano a Riva.

Parecchie fratture sono attive anche oggi: questo spiega la frequenza dei terremoti nella zona del Garda. L’orogenesi alpina non è terminata e la sponda occidentale si sta alzando.

Versanti instabili e frequente franosità caratterizzano il suolo del Parco. Anzitutto per la conformazione fisica: i ripidi versanti, le pareti rocciose verticali dalle quali si staccano facilmente massi e ciottoli, una fitta rete di torrenti impetuosi che hanno in molti casi scavato forre profonde.

In secondo luogo per la struttura geologica: la pesante massa della dolomia principale incombe e preme su rocce più tenere e argillose come la maiolica e soprattutto la scivolosa scaglia.; i depositi morenici superficiali, inoltre, spesso sono costituiti da sabbie non cementate. In terzo luogo per ragioni antropiche: l’abbandono delle attività agricole in montagna. Un aspetto confortante per la protezione del suolo del Parco è dato però dall’aumento della superficie boscata negli ultimi cinquant’anni; opportunamente mantenuto, il bosco diminuisce il dilavamento e quindi il rischio di frane.