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Parco Alto Garda, 23 July 2018

Le montagne gardesane

L’orogenesi, cioè l’innalzamento delle montagne, benché lenta, non avvenne senza sconvolgimenti. La compressione tra Africa ed Eurasia provocò anzitutto il grande sovrascorrimento della dolomia principale. Questa roccia è la più antica della nostra regione. Essa, essendosi depositata nella Tetide 203 milioni di anni fa, prima delle altre, dovrebbe trovarsi in basso; al contrario forma le montagne più alte, come il Caplone e il Tombea, nell’Alto Garda bresciano. Avvenne che alcuni strati profondi scivolarono su altri più recenti. Si generarono anche nelle rocce sistemi complessi di pieghe (facilmente osservabili risalendo le strade dell’entroterra gardesano) e di faglie, cioè profonde fratture del terreno, come la linea Garda- Ballino che attraversa tutta la conca lacustre da Desenzano a Riva.

Parecchie fratture sono attive anche oggi: questo spiega la frequenza dei terremoti nella zona del Garda. L’orogenesi alpina non è terminata e la sponda occidentale si sta alzando.

Versanti instabili e frequente franosità caratterizzano il suolo del Parco. Anzitutto per la conformazione fisica: i ripidi versanti, le pareti rocciose verticali dalle quali si staccano facilmente massi e ciottoli, una fitta rete di torrenti impetuosi che hanno in molti casi scavato forre profonde.

In secondo luogo per la struttura geologica: la pesante massa della dolomia principale incombe e preme su rocce più tenere e argillose come la maiolica e soprattutto la scivolosa scaglia.; i depositi morenici superficiali, inoltre, spesso sono costituiti da sabbie non cementate. In terzo luogo per ragioni antropiche: l’abbandono delle attività agricole in montagna. Un aspetto confortante per la protezione del suolo del Parco è dato però dall’aumento della superficie boscata negli ultimi cinquant’anni; opportunamente mantenuto, il bosco diminuisce il dilavamento e quindi il rischio di frane.

Ghiacciai e morene

Circa 6 milioni di anni fa, quando i lenti spostamenti dell’Europa e dell’Africa chiusero lo stretto di Gibilterra, il mar Mediterraneo si prosciugò. Nella valle del Garda scorreva un fiume che, per raggiungere il mare, posto dopo il prosciugamento ad un livello molto più basso di prima, scavò un solco stretto e profondo. Da 700mila anni fa ad oggi, il clima del globo, per ragioni probabilmente legate a modificazioni dei movimenti del pianeta, subì molte oscillazioni.

Durante il periodi freddi, i ghiacciai invasero più volte la valle del Garda, erosero e levigarono le rocce e, sciogliendosi, depositarono il materiale trasportato, formando le morene. Al termine dell’ultima fase fredda (circa 12mila anni fa), una morena laterale sbarrò il corso del fiume Chiese che, prima defluente nella valle del Garda, deviò verso ovest.

I più imponenti archi morenici frontali, a sud, chiusero la valle: nacque così il lago di Garda.

Geologia e morfologia

La valle del Garda

Ghiacciai e morene

Le montagne gardesane

Le acque e i venti del lago

Le rocce dell'era cenozoica

Le rocce del periodo cretaceo

Le rocce del periodo giurassico superiore

Le rocce del periodo giurassico inferiore

Le rocce del periodo triassico

La valle del Garda

A partire da 63 milioni di anni fa Africa ed Eurasia cominciarono un movimento di avvicinamento reciproco. Iniziò allora a chiudersi il vasto mare, detto Tetide, che esisteva tra le due e lentamente si verificò l’innalzamento di molte catene di monti, fra cui le Alpi. Tra 28 e 5 milioni di anni fa, ebbero origine anche le nostre regioni.

La presenza del massiccio dell’Adamello fece in modo che si manifestassero forze tali da deformare il versante occidentale della vale del Garda, mentre quello orientale (il Baldo) si mantenne relativamente intatto. I due versanti cominciarono così ad assumete l’aspetto che oggi caratterizza la sponda bresciana e quella veronese del lago.

Il Clima

 

 

 

È temperato, con aspetti di caldo- arido che differenziano il Lago di Garda dagli altri laghi prealpini, più umidi e freddi. Secondo rilevazioni effettuate nel periodo 1952- 1976 dall'Osservatorio meteorologico e stazione sismica "Pio Bettoni" di Salò si hanno:

- una temperatura media annua di 13,3° C, con medie stagionali di 4,1° C in inverno, 12,8° C in primavera, 22,6° C in estate e 13,6° C in autunno;

- 10-12 giorni di gelo all'anno;

- un'umidità media annua del 71%;

- un'insolazione pari a 2050 ore l'anno;

- precipitazioni di 1180 mm l'anno con distribuzione tipicamente equinoziale (primavera/autunno); neve e nebbia fitta sono piuttosto rare sulle coste del lago.

Queste condizioni particolarmente favorevoli si devono all'influsso mitigatore ed alla vicinanza dell'acqua che ha temperature relativamente elevate: in superficie si possono raggiungere i 25° C, a 50 m di profondità si ha una temperature media di 13° C ed a 100m di 8,5° C, e quella del Lago di Garda è la più elevata temperatura abissale misurata nei grandi laghi prealpini.